Questa è la nona lezione del secondo modulo del corso di formazione per insegnanti “EUPress”, che tratta il tema “Energia, cambiamento climatico e ambiente”.
La lezione analizza REPowerEU, il piano della Commissione europea per rendere l’Europa indipendente dai combustibili fossili russi entro il 2030, alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina.
A seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Unione europea ha lanciato una delle sue iniziative energetiche più ambiziose di sempre: REPowerEU – una tabella di marcia per eliminare gradualmente i combustibili fossili russi entro il 2030, accelerare la transizione verso l’energia pulita e rafforzare l’indipendenza energetica dell’Europa.
L’energia come strumento geopolitico
La guerra in Ucraina ha messo in luce la profonda dipendenza dell’Europa dal gas, dal petrolio e dal carbone russi. Nel 2021, l’UE ha importato circa il 40% del suo gas e il 25% del suo petrolio dalla Russia: una vulnerabilità che si è rapidamente trasformata in leva politica.
Secondo la Commissione europea, l’85% dei cittadini dell’UE è favorevole a interrompere questa dipendenza “il prima possibile”, sia per sostenere l’Ucraina sia per proteggere l’autonomia strategica dell’Europa.
REPowerEU risponde con una strategia triplice: diversificare le fonti energetiche, risparmiare energia e accelerare le energie rinnovabili.
Diversificazione delle fonti energetiche
Nel breve termine, l’UE sta collaborando con partner internazionali, tra cui Norvegia, Stati Uniti e Qatar, per garantire forniture alternative di gas e petrolio. Ciò include maggiori importazioni di gas naturale liquefatto (GNL), l’ampliamento della capacità di stoccaggio e l’ammodernamento dei gasdotti transfrontalieri.
Nel medio-lungo termine, la diversificazione significa investire nell’idrogeno rinnovabile come alternativa pulita ai combustibili fossili, in particolare per l’industria pesante e i trasporti.
Accelerare l’energia pulita
Le energie rinnovabili sono al centro del piano. La Commissione le definisce “l’energia più economica, pulita e sicura disponibile”, con il potenziale di essere prodotte a livello nazionale in ogni Stato membro.
La strategia solare dell’UE, parte di REPowerEU, mira a più che raddoppiare la capacità fotovoltaica entro il 2025, raggiungendo i 320 gigawatt, e quasi 600 gigawatt entro il 2030. Questo da solo potrebbe sostituire 9 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno entro il 2027.
Nel frattempo, la transizione industriale sarà guidata da elettrificazione, efficienza e adozione delle energie rinnovabili. Entro il 2030, queste misure potrebbero far risparmiare 35 miliardi di metri cubi di gas. Settori come quello del cemento, del vetro, della chimica e dell’acciaio, tra i maggiori emettitori, dovrebbero svolgere un ruolo centrale.
In particolare, si prevede che circa il 30% della produzione siderurgica primaria europea sarà decarbonizzata tramite idrogeno rinnovabile entro il 2030.
Risparmio energetico e di denaro
L’efficienza energetica e il cambiamento dei comportamenti rappresentano il terzo pilastro della strategia. “Risparmiare energia”, sottolinea la Commissione, “è il modo più economico, sicuro e pulito per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili”.
Le famiglie sono incoraggiate ad adottare piccole ma cumulative misure: abbassare la temperatura del riscaldamento, limitare l’uso dell’aria condizionata, utilizzare gli elettrodomestici in modo più efficiente, guidare in modo economico, optare per i mezzi pubblici e spegnere le luci non necessarie.
Una svolta dettata dalla crisi
REPowerEU è più di un piano di emergenza a breve termine: rappresenta un cambiamento strutturale nel modello energetico europeo. Combinando l’indipendenza energetica con la neutralità climatica, l’UE spera di trasformare uno shock geopolitico in una evoluzione a lungo termine.
La sfida ora sta nell’implementazione: allineare i piani di investimento nazionali, ampliare le infrastrutture per le energie rinnovabili e garantire che la sicurezza energetica e la sostenibilità a tutti i livelli (economico, finanziario, industriale, sociale, ambientale, etc) procedano di pari passo.

